Lampadari vintage: il design del passato

Lampadari vintage o in stile retrò: il design del passato


(articolo scritto da Denise Carulli di Habitissimo)

Lo stile vintage è ormai sempre più in voga, sia per quanto riguarda il settore dell’abbigliamento, sia per quello che concerne il design di interni; molti, per arredare la propria casa, si rivolgono ad interior designer esperti, ai quali viene chiesto di ricercare oggetti del passato per convertirli in accessori funzionanti e di grande stile; altri, preferiscono visitare i mercatini dell’usato per trovare complementi d’arredo antichi da restaurare.

Attualmente gli oggetti più ricercati sono quelli legati all’illuminazione, come applique, plafoniere, piantane e lampadari: l’hobby di molti è ormai quello di acquistare lampadari datati o usurati e restaurarli, in modo da poterli esporre all’interno della propria abitazione.
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Uno dei modelli di lampadari vintage, o in stile retrò, più ricercato è quello a sospensione realizzato in ferro battuto, con inserti in cristallo o vetro soffiato, come ad esempio, quelli a goccia. Questi oggetti, hanno un’origine piuttosto antica, risalente al periodo romano. Ovviamente, in quell’epoca, i lampadari non erano arricchiti con componenti di cristallo o vetro, bensì avevano una struttura molto semplice, composta dalla catena per la sospensione al soffitto e dai portacandele, per far sì che il locale in cui venivano posizionati, fosse ben illuminato.
Con il sopraggiungere dell’epoca medioevale, questi oggetti iniziarono ad essere considerati anche dal punto di vista estetico e non soltanto per la loro funzionalità; ciò consentì una grande diffusione dei lampadari, ormai presenti in ogni edificio importante del tempo.

La grande richiesta di lampadari da parte delle persone più abbienti, fece sì che la produzione di tali manufatti aumentasse notevolmente e che la loro progettazione venisse studiata sempre più a fondo, fino a che, durante la fase di realizzazione, si cominciarono a scegliere materiali più pregiati.
Nel Rinascimento iniziò la produzione di lampadari in vetro soffiato di Murano e porcellana, destinati ad ornare i palazzi dei sovrani più ricchi e potenti.
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I lampadari vintage a sospensione sono realizzati in molte varianti, a partire dai materiali impiegati fino alle decorazioni: negli anni ’30 si preferivano luminarie dalla forma arrotondata, composti da bronzo, ottone e vetro; si trattava di oggetti molto diversi dal classico “chandelier” che ricordavano le plafoniere e gli stucchi per i soffitti.

A partire dagli anni ’50, il design di interni cambiò radicalmente: si passò da uno stile classico ad uno più moderno, sia nella composizione degli accessori, sia nelle loro linee; in quest’epoca la tendenza era quella di fabbricare manufatti con forme geometriche, ondulate e ben definite. I modelli di lampadario più di tendenza a quei tempi erano quelli con la struttura in bronzo o altri metalli, dotati di pendenti (solitamente tre e di lunghezze diverse) rotondi e molto colorati.

In quest’epoca non era raro trovare applique e piantane di forme particolari, astratte e futuristiche, tutte sempre molto colorate; queste luminarie venivano dipinte sia in tinta unita, sia in varie fantasie.

Per quanto riguarda il design degli accessori per l’illuminazione d’interni, un’icona degli anni ’50 è stata senza dubbio il coloratissimo lampadario a doppio cono, realizzato anche in versione chandelier.
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La maggior parte dei collezionisti di accessori ed oggetti decorativi vintage apprezza particolarmente i manufatti realizzati negli anni ’60: ciò è comprensibile, in quanto durante questa decade, il settore del design ha fatto passi da gigante, riconfermando antiche tradizioni e migliorandole con idee innovative. L’impatto estetico dell’arredamento e dell’oggettistica anni ’60 è molto forte, grazie ad un uso intelligente dei materiali, come ad esempio, l’impiego dei metalli e dei metodi di decorazione, come la laccatura.

Anche in questo caso, venivano realizzati lampadari a sospensione dalle forme arrotondate, ellittiche e coniche: alcuni dettagli erano in ottone o acciaio lasciati al naturale, mentre altri, venivano colorati con tinte accese, come il rosso, il giallo e l’arancione. Non mancavano anche manufatti colorati in toni pastello, perfetti per i salotti e le stanze da bagno.
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Negli design degli anni ’80 e ‘90 i canoni estetici sono mutati sensibilmente: al posto delle forme arrotondate si prediligevano inserti dalle strutture più complesse, come portalampada floreali e lampadari dalle linee dinamiche, con forme sinuose ed arricciate. Anche per quanto riguarda i colori vi furono cambiamenti importanti: non si producevano più luminarie variopinte, bensì lampade con finiture lucide e tenui, come il verde acqua, l’azzurro intenso ed il rosa cipria.

Molti lampadari venivano dipinti con vernici bianche e decorati in seguito con fantasie raffinate, che richiamavano il mondo vegetale e floreale; non mancavano poi, le classiche trasparenze tipiche del vetro: questo materiale non era utilizzato soltanto nella sua finitura più comune, ma lavorato in modo da risultare opacizzato, satinato e colorato.
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