Arredamento Vintage: la mia passione per Mercanteinfiera Parma

Arredamento vintage. Non ho ancora capito se sia nato prima io o la mia passione per l’arredamento vintage. Sin da bambino ho avuto la mania di recuperare vecchi oggetti dalla strada e di portarli a casa. Ricordo ancora gli sguardi che mio padre mi lanciava quando mi vedeva varcare la soglia con un nuovo oggetto tra le mani: preannunciavano le urla di mia madre. Ma io non mi lasciavo intimorire. Distoglievo lo sguardo e mi dirigevo velocemente verso la cucina che era diventata il mio piccolo laboratorio. E mentre io mi divertivo a smontare e rimontare qualsiasi cosa, mia madre era ormai sull’orlo di una crisi di nervi. La nostra casa faceva concorrenza ai migliori mercatini dell’usato presenti in città. Andavo fiero del laboratorio che mi ero costruito e loro, alla fine, assecondavano la mia passione. Passavo interi pomeriggi armeggiando con pinze, pennello e martello cercando di dare la mia personale interpretazione ad ogni singola cianfrusaglia. Avevo la pretesa di far diventare ogni oggetto un pezzo unico. I vecchi ferri da stiro in ghisa diventavano delle discutibili macchinine e i vecchi telai rotondi da ricamo degli improbabili cappelli. Che splendidi ricordi. A distanza di qualche anno, ahimè, il copione è rimasto sempre lo stesso. La mia passione per il vintage è cresciuta a dismisura ed oggi è diventata il mio lavoro. Vivo perennemente girovagando tra i mercatini e i negozi dell’usato alla disperata ricerca del ‘pezzo giusto’ che, detto da Quello Sbagliato, è una garanzia. La mia è una vera e propria ‘dipendenza’.
Potete immaginare cosa significa per me una manifestazione come Mercanteinfiera? L’apoteosi della felicità. Mi sento come un bambino dentro un negozio di caramelle. Sono letteralmente elettrizzato. Non so da quale parte iniziare a guardare, su quale delizia tuffarmi per prima e, soprattutto, cosa scegliere. Porterei tutto a casa con me se non fosse che devo scontrarmi con una dura realtà: un appartamento troppo piccolo che non può contenere tutti i tesori della fiera.
Mi capita spesso di fermarmi davanti ad una credenza decapè, ad una vecchia poltrona o a degli eleganti candelabri ed iniziare a fare un viaggio indietro nel tempo. Cerco di immaginarli all’interno di ambienti moderni o in un angolo della mia casa. Dal vintage allo shabby chic, dal modernariato al collezionismo: non c’è che l’imbarazzo della scelta. Chi ha detto che ‘la curiosità è donna’, non aveva ancora conosciuto Quello Sbagliato. Sono per natura curioso e faccio mille domande agli espositori nel tentativo di conoscere la storia dei loro tesori. Ogni volta ascolto con piacere i loro racconti ed imparo nozioni sempre nuove.
Voglio farvi un’ultima confessione. Lo ammetto: sono un accumulatore compulsivo. Non mi limito solo a sognare e a guardare queste meraviglie. Se la mia immaginazione, ahimè, non conosce limiti, il mio conto in banca si. Nonostante questo piccolo dettaglio, durante le visite di questi anni a Mercanteinfiera sono riuscito a portare a casa con me dei veri e propri tesori. Ho accumulato un piccolo patrimonio old style: molti degli oggetti che vedete fotografati ogni giorno sul mio blog fanno parte della mia collezione che, giorno dopo giorno, alimenta e dà stimoli nuovi alla mia passione per il mondo del vintage.

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